Cessazione dell’attività e utili da liquidazione – Attenzione ai contributi AVS

Se il proprietario di un ristorante o di un hotel decide di cessare definitivamente l’attività lucrativa indipendente, gli utili da liquidazione (somma delle riserve latenti realizzate nell’anno di liquidazione e in quello precedente) sono soggetti a imposizione separata rispetto al restante reddito. Vale come anno di liquidazione l’esercizio in cui è stata effettuata l’ultima operazione di liquidazione.

Errori tipici nella cessazione dell’attività dal punto di vista dell’AVS

Oltre agli aspetti fiscali (imposizione separata con aliquote privilegiate), spesso ci si dimentica purtroppo dell’AVS: per legge, gli utili da liquidazione sono infatti interamente assoggettati all’AVS. In concreto, su tali utili vengono calcolati contributi AVS pari al 9.5%. È pertanto necessario tenere conto di questi costi nella pianificazione finanziaria.

Buono a sapersi

Per poter beneficiare anche di questi contributi nel conteggio della rendita AVS, è necessario che siano versati imperativamente prima del pensionamento – e più specificamente entro l’anno che precede l’anno di pensionamento (64 anni per gli uomini e 63 anni per le donne) – e registrati sul conto AVS. Occorre pertanto avviare per tempo la liquidazione dell’azienda. Al fine di garantire l’incidenza sulla rendita, la liquidazione definitiva dell’azienda deve essere completata prima del compimento dei 64 (risp. 63) anni.

Occorre infine provvedere a comunicare tempestivamente alla cassa di compensazione gli utili provvisori della liquidazione al fine di evitare eventuali interessi di mora.